identificare la stessa Itaca con lisola danese di Lyo, le cui
caratteristiche geografiche e topografiche combaciano perfettamente con le indicazioni
omeriche. Quanto ad Ulisse, il Vinci ha individuato significative convergenze tra la sua
figura e quella di Ull, guerriero ed arciere della mitologia nordica; inoltre le sue
avventure sono localizzabili lungo la costa norvegese, lambita da un ramo della corrente
del Golfo, a sua volta identificabile con il mitico fiume Oceano. Nella sua ricerca della
Troade, in unarea nel sud della Finlandia, ad ovest di Helsinki, ha identificato
molte località i cui nomi ricordano in modo impressionante quelli dellIliade, in
particolare degli alleati dei Troiani, enumerati da Omero dopo il "catalogo delle
navi": Askainen (lAscania), Reso, Karjaa (i Carii), Nästi, Lyökki (i
Lici), Tenola, Killa (Cilla), Esbo, Kiikoinen (i Ciconi), Aijala, e molti altri ancora. Al
centro dellarea così individuata, si trova oggi Toija, un pacifico villaggio
finlandese, il cui territorio circostante conferma la precisa coincidenza con le
descrizioni dellIliade: lo dimostrano tra laltro laltura che domina la
vallata con i due fiumi, la pianura che raggiunge la costa ed i monti
dellentroterra. Nei suoi due libri pubblicati, Homericus Nuncius e Omero
nel Baltico, Felice Vinci ha fuso archeologia e filologia omerica, accumulando una
lunga serie di indizi che avvalorano sempre più la sua affascinante ipotesi, per cui ora,
per usare unespressione dellautore, la parola dovrebbe passare alla vanga dellarcheologia
ufficiale (v. Troia).
Tronco
della Vedova: Borsello o sporta in cui ogni Libero Muratore
depone anonimamente la propria oblazione a scopo esclusivamente filantropico (v. Sacco dei
poveri). Il T. viene fatto circolare prima della chiusura dei Lavori rituali, di norma,
insieme al Sacco delle Proposte Tacite (v.), a cura del Fratello Elemosiniere, e
consegnato direttamente al Fratello Oratore che ne controlla il contenuto riferendo alla
Loggia il risultato. Le oblazioni, come evidenziato dalle norme del Comportamento (v.),
vanno inserite nel T. con la mano sinistra, quella del cuore, il lato spirituale, ed al
termine dellofferta non va mai aperta, dato che dal T. si può anche prelevare se si
è in stato di bisogno, una condizione che non va certo ostentata.
Tutankhamon:
Faraone egizio della XVIII dinastia (ca. 1575-1808 a.C.), figlio
di Amenophis III e della regina Tuye, e sposo di Anhesenamon, figlia di Amenophis IV (v. Akhenaton)
e della regina Nefertiti. T. salì al trono alletà di nove anni, e morì a
diciotto. Durante il suo regno (ca. 1358-1349 a.C.), T. riportò in auge il culto di Amon
tebano, dopo il tramonto delleresia amarniana. Sovrano di scarsa importanza storica,
tantoi da essere quasi sconosciuto, poiché il suo nome era stato cancellato dalla lista
dei sovrani dellEgitto. T. è comunque diventato molto celebre agli inizi del XX
secolo, per il ritrovamento da parte di una spedizione archeologica inglese della sua
tomba ad ipogeo nella Valle dei Re (26 novembre 1922). La spedizione era guidata da Howard
Carter, ispettore dei monumenti dellAlto Egitto e poi archeologo, ed era finanziata
da Lord Carnarvon, deceduto subito dopo la scoperta in seguito ad una banale puntura di
zanzara. Si era trattato del ritrovamento di un sepolcro regale ancora sigillato, mai
violato da ladri sacrileghi, un caso veramente unico nella storia dellarcheologia. I
sigilli egizi erano in argilla, e recavano incisi il nome del sovrano. Sul sigillo era
riprodotto uno sciacallo, rappresentante il dio Anubi (v.), e nove personaggi prigionieri,
inginocchiati e con le mani legate sulle spalle.
Nella camera funeraria vi erano quattro cappelle di legno
dorato, di cui la prima era stata forzata, mentre la seconda portava ancora i sigilli
originali. Queste cappelle, incassate una dentro laltra, custodivano il feretro ed i
tre sarcofagi di T. Il feretro era in quarzite, e racchiudeva il primo sarcofago il legno
dorato. Allinterno di questo vi era un secondo sarcofago ancora in legno dorato, ma
molto più ricco del primo. Allinterno un ultimo sarcofago, la bara vera e propria,
costruita in oro massiccio a 22 carati e pesante ben 1110 kg. nel suo interno la salma
mummificata, con la splendida maschera funeraria ormai nota in tutto il mondo. Il faraone
era raffigurato come Osiride, dio dei morti, con le mani incrociate strette sui simboli
del potere: lo scettro e la frusta. Il capo era ricoperto dallacconciatura a raggi
denominata nemes, ornata con il cobra e lavvoltoio, i protettori del sovrano.
Il ricchissimo tesoro riportato alla luce in sette settimane di intenso lavoro,
comprendeva tra laltro un prezioso vaso di alabastro destinato a contenere profumi,
la cui forma rappresenta lunione del loto e del papiro, piante simboleggianti
lAlto ed il Basso Egitto. Vi erano tre letti rituali, decorati con teste di
ippopotamo, di mucca e di leonessa, rappresentanti le dee Amrit, Mehet Uaret (v. figura
alluscita della tomba) ed Iside Mehet. Compito di questi letti era la rigenerazione
dellanima (v. Ka) del defunto. I mobili, le sedie, il trono, i ventagli, i bauli ed
i cuscini servivano al sovrano per la sua vita nellaldilà. Per nutrirsi aveva
scatole di cibo raffinato, recipienti di bevande, insieme agli ushabiti, i
servitori che svolgevano ogni lavoro per lui. Essendo stato in vita un bravo guerriero, fu
munito di carro da battaglia e di armi, così come di materiale scrittorio. Per i momenti
di svago venne sepolto con giochi e strumenti musicali. I gioielli rinvenuti nella tomba
avevano fini decorativi ma anche poteri magici. La catalogazione dei reperti e la
successiva esplorazione metodica e scientifica della tomba di T. proseguì poi per oltre
dieci anni. Il suo splendido tesoro è oggi interamente esposto nel Museo del Cairo,
insieme al decisamente spettacolare corredo funerario. Hanno fatto notizia sia la scoperta
della tomba che i protagonisti di questo avvenimento storico. Oltre allimprovvisa
morte di Lord Carnarvon, si registrarono i decessi di altre persone coinvolte
nellapertura della tomba reale. Questi fatti furono associati ad una frase scritta
nella tomba di T., che diceva: "La morte si avvicinerà rapidamente a chiunque osi
disturbare il riposo del faraone", una frase ovviamente diretta contro i
profanatori di tombe. Senonché, proprio a causa della morte di tali persone, avvenute
sempre in circostanze particolari (un accidentale colpo di pistola, un suicidio od una
caduta), si cominciò a parlare, e se ne parla tuttora in tutto il mondo, della "maledizione
di T.".