Società di Antroposofia Universale: Movimento religioso moderno che si ispira alle teorie di R. Steiner (v. Antroposofia);
Speranza: Una delle tre virtù teologali, con la Fede (v.) e la Carità (v.), che, secondo
la teologia cattolica, consiste nella sicura attesa della beatitudine eterna e
dell'assistenza della Grazia per conseguirla. Attesa fiduciosa di qualcosa di cui si è
certi o ci si augura che consista il proprio bene, oppure di qualcosa che ci si augura
avvenga secondo i propri desideri. Y (Massoneria)
Si sa che il filo a piombo, o perpendicolare, unisce il cielo e la terra, lo Zenit con
il Nadir. Luomo, nel formulare una speranza e nellesprimere un desiderio
appellandosi alla Grazia divina, leva gli occhi al cielo. Al contrario luomo
disperato abbassa il capo verso la terra. Sono constatazioni che giustificano come, nella
Tetraktys alchemica, la perpendicolare venga associata alla S. La S. è lanima
stessa della Massoneria; infatti ciò che caratterizza questultima è la sua fede
inalterabile in un avvenire migliore; è la certezza che, in ogni caso, lUmanità
continuerà progredire, a marciare verso il fiorire del benessere, ovvero verso una
realizzazione, indefinita ed illimitata, del tutto ideale. A quanti pongono le loro
speranze in una rivoluzione unica, legittima ma sanguinosa e brutale, la S. fa rilevare
che la rivoluzione è soprattutto ri-evoluzione, ovvero unevoluzione ininterrotta.
Sebbene talune dottrine vogliono che luomo chini il capo al cospetto di una colpa
commessa da un suo antico progenitore, la Massoneria fa propria la parola di Mosé: "Non
si faranno certo morire i figli per i padri, ma ciascuno non morrà che dei propri
peccati" (Deuteronomio 24, 16; 8, 310). I migliori agenti del progresso
restano il malcontento e linsoddisfazione. Senza questi luomo
sarebbe tuttora vestito di una pelle dorso a fare la guardia alla sua caverna.
Questa fede massonica nellavvenire è ben espressa da due delle celebri Triadi
dellIsola di Bretagna, e cioè: "Tre cose vanno, senza tregua, crescendo
nellUniverso, ed esse sono la Luce, la Verità e la Vita. Tre cose vanno, senza
tregua, diminuendo nellUniverso, ed esse sono lIgnoranza, lErrore e la
Morte". Si può affermare che la tradizione massonica, passando attraverso la
Scozia, si è impregnata di numerosi elementi Duidici, e quindi celtici, quali il Ternario
(Triade), le Colonne (Megaliti celtici), lOriente (il Sole levante), il Delta (Dio a
tre raggi) ed il culto della Luce, che corrisponde alla S. nellavvenire.
Nellanima del Massone la S. è quella virtù che fa volgere la sua volontà verso
lapprofondimento degli insegnamenti iniziatici, quali rivelati dalla simbologia,
acquisendo gradatamente lilluminazione totale. Una virtù questa del tutto
inaccessibile se non stimolata dalla fede muratoria, che sola dà alla S. il suo oggetto
ed il motivo su cui appoggiarsi. Y (G.O.I.) Secondo le antiche tradizioni la S. rappresenta una
virtù. La S., in quanto virtù, può essere perciò associata a una delle forze vitali
che ci accompagnano perennemente lungo il nostro cammino. Di volta in volta essa prende
forza dalla presa di coscienza di uno scopo vitale, come può servire a consolidare in noi
tale coscienza. Il riuscire a cogliere l'essenza della S. ci consente di focalizzare la
nostra stessa centralità. La S. è del tutto indipendente dalle situazioni contingenti,
quindi non ha significato il fissare obiettivi alle nostre S., confondendole con i nostri
desideri. Occorre invece considerare il modo di essere associato alla piena coscienza di
vivere secondo S., poiché è allora che si percepiscono le forze della virtù. Simbolo
della S. è lAncora. Y (Esoterismo) Le esperienze
esoteriche ci portano in contatto con un Universo del tutto particolare, che presenta
aspetti e regole che valgono per tutti, e che per questo dev'essere considerato come oggettivo.
Tali esperienze vengono vissute solo su base individuale, cioè esclusivamente soggettiva,
e non sono comunicabili ad altri. Questo vale anche per le introspezioni, cioè durante le
comunicazioni con noi stessi. Si deve intendere con chiarezza l'errore che si può
commettere allorquando si indulge troppo in un colloquio interiore, che può trasformare
un'esperienza esoterica in una essoterica, senza valore alcuno. L'exoterismo,
se rivolto verso l'interiorità, diventa del tutto soggettivo. É allora che si
manifestano le false speranze, che non possono che implicare l'apporto di illusioni e
delusioni. Forse opportuno ricordare il proverbio. "Chi perde denaro perde
qualcosa, chi perde lonore perde molto, chi perde la S. perde tutto".
Loggia. Il Wirth fa infine notare come sia la Croce
che il Quadrato possano essere considerati come formati da due o quattro S. a braccia
uguali, riuniti alla loro sommità od alle loro estremità. Il concetto viene ripreso
dallillustre Fr. Ivan Mosca, che lo estende allimpiego di quattro squadre "a
forca", ovvero asimmetriche, lunica considerabile da muratore (quella
simmetrica è da falegname). Egli sostiene che nelle Logge operative tale tipo di squadra
era indossata da tre Maestri (simbolicamente rappresentanti Re Salomone, Hiram di Tiro ed
Hiram Abif) che, allapertura dei Lavori, deponevano le loro squadre sulla Bibbia,
ove già se ne trovava una quarta. Le quattro squadre formavano così la "swastika",
rappresentazione del Sole, e quindi dello Spirito, la scintilla divina. Disposte invece
divergenti, formavano un quadrilungo, emblema della materia, della Terra e quindi del
Corpo fisico. Disposte infine in modo convergente, formavano la Croce Cosmica. Quindi le
quattro squadre "a forca" potevano formare gli emblemi sia dello spirito
che della materia, come anche lemblema di ciò su cui il corpo è crocifisso
affinché lanima possa purificarsi. Y (G.O.I.) Come
tutti i Simboli, anche la S. propone un modo di essere. Mentre il significato della S.
può essere considerato sotto molteplici punti di vista, in relazione con i più svariati
eventi, tuttavia il modo di essere ad essa associato rimane sostanzialmente il medesimo.
La S. ci appare come un mezzo di osservazione e misurazione di una realtà percepita. Essa
si presenta con due bracci ad angolo retto, che implicano due punti di vista o riferimenti
del tutto indipendenti fra di loro. In tal modo è possibile avere una misurazione
imparziale, senza che uno dei punti di vista prevalga sull'altro. Appare quindi chiaro che
la S. proponga il dovere di essere imparziali ed equilibrati nelle nostre osservazioni. Ma
in aggiunta la S. propone alla nostra attenzione soprattutto il modo di essere che si
accompagna ad ogni imparziale osservatore, prima e dopo le osservazioni e le misurazioni.
In gergo
massonico, questo verbo assume due diversi significati: · 1)
camminare od ambulare secondo un percorso quadro lungo il perimetro del Pavimento a
scacchi (v.) del Tempio, all'ingresso in senso orario (Rito Emulation) od antiorario
(Rituale Moderno) ed all'uscita (ambulazione in senso contrario al precedente) dei
Fratelli della Loggia. Al riguardo molti ritualisti ritengono fondamentale per la
consacrazione del Tempio massonico che la squadratura allingresso sia effettuata
rivolgendo il lato sinistro del corpo, ovvero il lato solare-maschile-sacro (v. Rebis),
verso le tre Luci minori (le candele) onde energizzarle dopo la spoliazione dai metalli,
Luci che saranno poi accese attraverso il Testimone (v.) allapertura dei Lavori.
Questo spiegherebbe lopposta ambulazione succitata, in quanto nel Rituale Emulation
tali Luci sono poste oltre il perimetro del Pavimento, mentre in quello Moderno sono al
suo interno. · 2) con riferimento alla Pietra grezza,
significa l'operazione di sgrossatura e finitura in forma cubica effettuata su di essa,
simbolicamente così rappresentando il compito primario affidato dalla Libera Muratoria
soprattutto agli Apprendisti.
Stagioni e Massoneria: Stabilito come dato di fatto che la Libera Muratoria sia erede di tutte le Tradizioni esoteriche, avendo incorporato nella propria dottrina quanto di meglio l’Umanità abbia saputo esprimere nel corso del sua epopea evolutiva, tra queste non può certo mancare uno stretto legame con la natura. Le stagioni annuali ed i loro limiti, costituiti a equinozi e solstizi, rappresentano indubbiamente la parte più importante delle leggi che le regolano. Se ne deduce che la Massoneria è strettamente legata a tali leggi. Ne consegue che l’attività massonica non può che essere connessa con queste, e da queste in qualche modo dipendenti. Evidenziato il legame con i due solstizi (v.), già definite porte di comunicazione verso il basso (Estate) o verso l’Alto (Inverno), si può affermare che gli equinozi siano pure essi porte, ma a duplice direzione, ovvero di interscambio tra Creato e Creatore. Occorre qui sottolineare la sequenza degli eventi naturali che nel corso d’ogni anno solare definiscono le fasi attive dell’anno massonico. ¨
1a) Equinozio di Primavera (21 marzo): avvio del risveglio della natura e convocazione della Gran Loggia;
1b) Primavera: la natura incomincia a fiorire, e produce i suoi primi frutti – i Liberi Muratori si liberano dei torpori invernali, escono dalle tenebre e, gradualmente, incrementano il loro impegno nelle Tornate di loggia; ¨
2a) Solstizio d’Estate (22-23 giugno): momento di massima elargizione dei prodotti della natura - i Massoni procedono all’elezione annuale dei Dignitari di Loggia, concludono l’anno massonico (così è tuttora nell’intero mondo massonico, e così è stato anche per il G.O.I. fino alla metà degli anni ’80), celebrano la Festa delle Rose (v.), e si concedono poi una pausa di riflessione durante un periodo di totale chiusura dei Lavori;
2b) Estate: esplosione della natura, stagione dei grandi raccolti, con il sole a picco che ristora e favorisce la riproduzione degli esseri viventi - per i Massoni momento di pausa, di ricupero energetico e di riflessione, per assorbire e fare proprio quanto appreso nel corso dell’anno massonico trascorso;
3a) Equinozio d’Autunno (23 settembre): avvio delle operazioni di vendemmia, ultimi raccolti, significativi poiché durevoli, conservabili, sfruttabili nella stagione fredda - i Liberi Muratori aprono il nuovo anno e riprendono i Lavori;
3b) Autunno: il frumento germoglia, e la natura si avvia lentamente verso il riposo invernale - i Massoni, con rinnovata forza e ritemprato vigore, intensificano le loro attività di Loggia;
4a) Solstizio d’Inverno (22-23 dicembre): predominano le tenebre e la natura gode del giusto riposo – i Massoni si concedono una breve pausa, dopo aver celebrato la Festa della Luce (v.);
4b) Inverno: le attività della natura sono ridotte al minimo, pur tese a garantire la sopravvivenza – i Liberi Muratori sfruttano al massimo le energie accumulate, e continuano a perseguire gli obiettivi fissati dall’Istituzione, pensando soprattutto all’indispensabile proselitismo.
Si ritiene che qualsiasi deviazione alle leggi citate costituisca offesa alla natura, e quindi grave attentato alla regolare sopravvivenza dell’Istituzione Massonica Universale.
Metallo al quale i filosofi ermetici conferiscono il nome di Giove, figlio di Saturno (v.). LAlchimia impiega tale termine per indicare il colore grigio prodotto nel corso delle fasi dellOpera, che succede al nero (Saturno) come prodotto intermedio del processo di trasmutazione. Dal frontespizio della pubblicazione edita a Torino nellottobre 1972, si rileva il titolo completo dellopera, ovvero "Statuti Generali della Società dei Liberi Muratori del rito Scozzese Antico ed Accettato, pubblicati in Napoli nel 1820". Contiene 579 articoli , sanzionati e firmati dai tre Grandi Oratori del Grande Oriente delle due Sicilie: Domenico Gigli, della Loggia di Amministrazione; Tommaso Mazza, del Sovrano Capitolo generale; Orazio De Attelis, della Gran Loggia Simbolica. Riprodotta integralmente e fedelmente da un esemplare delledizione "Roma Stabilimento Giuseppe Civelli 1908", vuole rappresentare un documento storico, ovvero il primo tentativo ufficiale di formalizzare una Costituzione Massonica nel territorio italiano. Eloquente la prefazione anonima agli S., che allinizio recita: "Quella unione di uomini saggi e virtuosi, che con allegorico significato si appella ordinariamente "Società dei Liberi Muratori", è stata in ogni tempo considerata come il santuario dei buoni costumi, lasilo dellinnocenza, la scuola della virtù ed il tempio della filantropia. Essa ha per principio lesistenza di un Dio, che rispetta e venera sotto il convenuto titolo di Grande Architetto dellUniverso; ha per fine il perfezionamento del cuore umano, e si propone, qual mezzo necessario per ottenere questo fine, lesercizio e la pratica della virtù. Lo stesso suo nome evidenzia la sua natura eminentemente umanitaria, indicando chiaramente che dessa è incessantemente occupata ad erigere e fabbricare templi alla virtù e scavare profonde prigioni al vizio. La virtù che si coltiva con preferenza dai Fratelli Liberi Muratori, è quella della carità e della beneficenza. Il vizio a cui, per forzata illazione, fanno essi di continuo la guerra, è legoismo. Il Fratello Libero Muratore deve per necessità essere uomo probo, sobrio, onesto e virtuosamente benefico. Chi non possiede queste necessarie doti non può affatto aspirare al merito di poter far parte di questa unione di saggi".
Steiner
Rudolf:
Filosofo austriaco (1861-1925) di origine croata, ammiratore e
studioso di Goethe, collaborò alla pubblicazione delle sue opere (1883-97),
dedicandosi soprattutto all’analisi dei suoi scritti naturalistici e
filosofici, sviluppandone i motivi di fondo. Nel 1902 si iscrisse alla Società
teosofica (v.) di cui diventò presto autorevole rappresentante. Ma della
teosofia S. non gradiva dottrinalmente l’insensibilità al ruolo della figura
di Cristo nell’evoluzione cosmica, e l’investitura messianica conferita a Jiddu
Krishnamurti, mentre sul piano operativo diffidava della compiacenza dei teosofi
nei confronti dello spiritismo allora in voga. Pertanto abbandonava la Società
Teosofica per fondare la sua Società Antroposofica (1913), creata allo scopo di
indagare sulle possibilità di affinamento delle attitudini psichiche
dell’uomo, attraverso esercizi spirituali che permettessero la diretta
percezione del divino presente nella realtà. Elaborò pertanto una dottrina
sull’origine e sullo scopo della vita umana, in cui confluivano idee della
reincarnazione, della centralità della venuta di cristo come evento cosmico che
segna un netto distacco nell’evoluzione, dell’esistenza di entità
spirituali e creatrici intermedie tra l’uomo e Dio, del quale però parla
pochissimo. Studiò le tecniche che avrebbero permesso all’uomo di entrare
nella visione diretta delle dimensioni sovrasensibili, indicando particolari
retroscena della musica e delle arti visive. Si interessò perfino di
agricoltura, caldeggiando il metodo biodinamico, oggi in gran voga, fondato sul
rifiuto dei concimi chimici e sul rispetto di ritmi e cicli naturali. S. fondò
a Dornach (Basilea) una Libera Università di Scienze dello Spirito, tuttora
operativa e sostenuta da ricercatori seri ed accademicamente qualificati, anche
se nel complesso la cultura contemporanea snobba o deride l’antroposofia come
un sottoprodotto fantastico od una moda occultistica. In realtà nel pensiero di
S. abbondano aspetti che suscitano nello studioso perplessità: si tratta di
incrinature, tesi non verificabili o storicamente inesatte, con una cosmologia
che può sembrare neo-mitica. La sterminata opera di conferenziere del «visionario
austriaco», presenta effettivamente varie lacune, aspetti magmatici,
sovrapposizioni, reiterazioni ed elucubrazioni fantasmatiche. Resta comunque
indiscutibile l’impulso offerto da S. ad una lettura parallela del reale,
nella migliore tradizione analogica, nonché il suo tentativo di riproporre
tematiche gnostiche entro coordinate di pensiero e di linguaggio adottate fin
dall’epoca post-illuministica. S., al contrario di Goethe, non ha mai fatto
parte della Massoneria, anche se ne adottò l’impianto rituale degli Alti
Gradi; a questo contribuì certamente l’insegnamento avuto dal suo parroco già
in età giovanile, nella cittadina di Neudorfl, che dal pulpito era uso tuonare:
«Cari fratelli cristiani, ricordatevi bene che è nemico della verità, come
per esempio un frammassone ed un ebreo». Occorre invece evidenziare che molti
suoi discepoli, come lo Zeylmans e soprattutto Albert Steffen, non esitarono ad
aderire all’Istituzione massonica. Le opere principali edite da S. furono: Einleitung zu den naturwissenschaflichen Scriften Goethes (1883-97);
Theosophie (1904); Die
Geheimwissenschaft im Umriss (1910); Anthroposophie
(1924); Das Initiatenbewusstsein
(1927).
Stele di Rosetta: Rosetta (in arabo ar-Rasid)
è un centro egiziano, nel Delta. Durante la spedizione napoleonica in Egitto, organizzata
per colpire il predominio britannico nel Mediterraneo ed aprire allimperatore la
strada per le Indie, nel corso dei lavori di ampliamento di Fort Rasid, un soldato
francese casualmente scoprì (1799) la cosiddetta S. (o pietra di Rosetta). Si tratta di
un blocco di basalto nero (114 x 72 cm.), che era ricoperto da un testo in tre diverse
grafie: greca in basso, demotica al centro e geroglifica in alto, poi pubblicato nella
"Description de lEgypte ou Recueil des Observations et des recherches qui ont
été faites en Egypte pendant lexpedition de lArmée française"
(1809-1828). Fallita la ambiziosa impresa napoleonica con la vittoria del grande
ammiraglio Nelson che, ad Abukir, distrusse la flotta francese, la S. venne assegnata
allInghilterra come bottino di guerra, e come tale fu consegnata a re Giorgio III,
che la fece collocare nel British Museum di Londra, dovè tuttora conservata. Il
testo è la copia di un decreto del clero di Menfi, in onore del faraone Tolomeo V Epifane
(196 a.C.), nel primo anniversario della sua incoronazione, avvenuta dopo otto anni di
reggenza. Il decreto contiene la lista dei benefici da lui resi al paese, e la decisione
del clero di erigere in tutti i templi dEgitto una statua al sovrano, nonché statue
doro da porre accanto a quelle degli dei, indicendo grandi festeggiamenti in suo
onore. Sul testo della S., Jean François Champollion (1790-1832), studioso di lingue
antiche, riuscì ad intuire che il cartiglio, evidenziato in rosso in alto, riportava il
nome del faraone, identificato anche nel sottostante testo greco. Sarebbe risultata essere
la chiave per chiarire definitivamente il segreto della scrittura geroglifica egiziana
che, da quel momento, non avrebbe più avuto segreti.