
corte corrosa dalle congiure. Il malcontento sociale ed il non sopito spirito
tribale provocarono alla sua morte la scissione del suo dominio in due regni: Giuda a NE
ed Israele a SO. S. ebbe fama di uomo giusto e di letterato: gli sono state attribuite
molte opere bibliche ed apocrife, come il Cantico dei Cantici, lEcclesiaste, i
Proverbi, la Sapienza, i Salmi e le Odi. Nella letteratura rabbinica e cristiana S. è
protagonista di molte leggende. Nel Medioevo fu considerato un mago, mentre nel Corano
appare come dominatore dei demoni, simbolo delluomo che sa controllare i propri
impulsi inferiori, e precursore di Maometto. Al riguardo i versetti della Sura
XXXIV (12-13) evidenziano come egli seppe imporre ai demoni (ginn) di cooperare
nella lavorazione del rame ed in varie opere costruttive Y (Massoneria)
Nellimpianto massonico S è stato inserito come simbolo, considerandone il ruolo
di committente del Tempio, ed alla sua funzione simbolica di ordinatore dellArte e,
per estensione, del mondo intero. Re di saggezza e di pace, è limmagine del sovrano
universale, nel quale regalità e sacerdozio sono indissolubilmente saldati, ed ha il suo
prototipo in Melkitzedek, sovrano di Salem, che appare solo fugacemente nella
Genesi. La tradizione templare (XII secolo) gli ha accostato
la regina di Saba, e dalla loro unione sarebbe nato Menelik, salvatore dellArca
dellAlleanza (v.), poiché da lui trasportata nella lontana Etiopia, ove si
troverebbe tuttora. Lalchimia medievale utilizzò il simbolo di S. per indicare la sapientia
che feconda la materia prima purificata (rappresentata dalla biancovelata regina i Saba),
dunque come partner nelle nozze chimiche. Tale interpretazione alchemica del grande saggio
israelita trova pieno riscontro nella tradizione esoterica ebraica, ad esempio nello Zohar
(III, 107a), dove a proposito dei simboli salomonici della Rosa di Sharon e del Giglio
delle Valli (Cant, 2: 1) si afferma che essi rappresentano rispettivamente la
comunità dellIsraele spirituale, ricettacolo della presenza divina nel mondo, prima
e dopo la congiunzione con il suo Re (Dio). La Massoneria appare così lultima
fruitrice in ordine di tempo di un simbolo biblico antropico in cui la regalità
spirituale si coniuga ad unesuberante fecondità e ad una proiezione universale;
tali caratteristiche fanno di S. uno strumento offerto esotericamente al mistico, perché,
superata la contingenza fenomenica, vi scorga un messaggio utile allevoluzione del
Sé. Fuori da questaccezione cè solo la vicenda, più o meno illuminata o
grossolana, di un despota mediorientale i cui costumi ed il cui comportamento
spiazzerebbero oggi i parametri morali dei più. Occorre infine ricordare il cosiddetto
Sigillo di S., definito anche Scudo di Davide, costituito da due triangoli equilateri
intrecciati, uno bianco con vertice rivolto verso lalto ed uno nero con vertice
verso il basso, che formano così lEsagramma (v.), simbolo dellArco Reale,
dello stato dIsraele e più genericamente dellebraismo.
Liberazione da un male fisico o morale atteso attraverso l'intervento della
divinità. La dottrina della S. (Soteriologia) costituisce una delle parti
fondamentali di ogni religione. Nel cristianesimo è legata al senso della colpa
originaria ed all'intervento salvifico dell'incarnazione. In talune religioni orientali
appare come liberazione dal ciclo o ruota delle reincarnazioni, e quindi dal mondo inteso
come male radicale. Y (Massoneria) La S. riguarda
l'essere umano portato da uno stato materiale ad uno spirituale. Il grado di Maestro
Massone simboleggia l'età matura, che consente di riflettere quietamente sulla vita ben
spesa, e di morire nella speranza di una gloriosa immortalità. La S. è vista come
apprendimento graduale, acquisito attraverso l'iniziazione nei gradi muratori e nei loro
misteri. Nel 19° Grado del R.S.A.A. viene detto agli iniziati che la fedeltà agli "statuti
ed alle regole dell'ordine massonico" farà loro meritare l'accesso alla
Gerusalemme Celeste (Regno dei Cieli), mentre nel 28° Grado viene chiarito che
"vero Massone è colui che si innalza fino a meritare il Regno dei Cieli". I
Massoni sono quindi sostenitori di una S. conquistata attraverso l'operato coerente con i
principi e le regole muratorie, così come mediante lo sviluppo evolutivo caratteriale.
Termine
sanscrito che, nello Yoga (v.), indica lultimo stadio, ovvero la condizione di
assoluta imperturbabilità della coscienza, che genera lannullamento del Karma (v.)
e del Samsara (v.). Secondo Annie Besant (Yoga, ediz, Aryasanga, 1968), "S.
è uno stato nel quale la coscienza è dissociata dal corpo, al punto che
questultimo rimane insensibile. È uno stato di trance, nel quale la mente è
pienamente cosciente di sé, sebbene il corpo sia insensibile, e da cui la mente ritorna
al corpo con le esperienze avute nello stato iperfisico, ricordandole quando è nuovamente
immersa nel cervello fisico, S. è sempre relativo alla coscienza di veglia, ma implica
insensibilità del corpo".
Regione
storica della Palestina, costituita da un altopiano ondulato digradante verso il fiume
Giordano, con discreta piovosità, il cui centro principale è Nabulus. Politicamenmte
appartiene alla Giordania, ma dal 1967 è sotto occupazione militare israeliana. Fra i
suoi monumenti, vanta i resti della grandiosa moschea di Bibi-Hanum (1309-1404) fatta
costruire da Tamerlano, nonché quelli: del complesso monumentale del Rigistan, con le tre
enormi madrase di Ulug-beg (1420), di Sir-dar (1619-36) e di Tala-kari (1640-60); dei
sepolcri dello Sah-i Zinda, con una serie di mausolei dalla caratteristica cupola bulbosa
rivestita di maioliche turchesi, e del famoso Gur-i Mir (1403-04), il mausoleo di
Tamerlano, sontuoso nella sua semplice monumentalità, innalzata dallardita cupola a
costoloni su un alto tamburo, entrambi ricoperti di mosaici in ceramica azzurra ed oro.
Gruppo
dissidente dellebraismo, sorto allepoca del II Tempio (V secolo a.C.). Era
costituito da coloni babilonesi, stabiliti nel territorio di Samaria (v.), dopo la
distruzione del 722 a.C. (2 Re 17, 24) e da resti delle dieci tribù. Secondo una
più recente ipotesi, i S. sarebbero diretti discendenti delle tribù di Efraim e Manasse.
Tra i testi biblici accettano solo il Pentateuco, che conservano in lingua S., una
varietà di aramaico-galileo, nel rotolo detto di Abisa, del XII-XIII secolo. I S.
hanno una propria letteratura liturgica (in aramaico ed ebraico). Nella festa di pasqua
praticano tuttora il sacrificio del capretto sul monte Gerizim.
In sanscrito
significa enumerazione. Antico sistema filosofico (darsana) indiano, che enumera le
categorie cosmiche (tattva) secondo cui si sviluppa il processo creativo. Il primo
testo pervenutoci sel S. è il Samkhya-karika (le strofe del S.) di Isvarakrsna (IV
sec. d.C.), commentato da Gaudapada e poi da Vacaspatimisra nel IX secolo. Secondo il S.,
la creazione si fonda su due principi polari, quello maschile o purusa, intelligente
e passivo, e quello femminile o prakrti, inintelligente ed attivo. La prakrti è
costituita da tre diverse energie o qualità (guna): · sattva,
che ha la natura della limpidezza e dell'immobilità; · rajas,
che ha la natura del movimento, e · tamas,
dell'offuscamento. Quando l'equilibrio tra queste tre guna si rompe, la prakrti si
evolve, dando luogo alla creazione, secondo 23 diverse categorie in ordine discendente: buddhi,
(anima), ahamkara (principio dell'ego), manas ((mentale), 5
buddhi-indriya (facoltà di conoscenza: udito, tatto, vista, gusto ed odorato), 5 karma-indriya
(facoltà d'azione: parola, prensione, moto, evacuazione e generazione), 5 tanmatra
od elementi sottili (suono, sensibilità, forma, sapore ed odore), che costituiscono
le quiddità essenzianti, ed i 5 sthulabhuta (elementi grossolani: etere, aria,
fuoco, acqua e terra). Il S. rappresenta la base speculativa e teorica su cui si sviluppa
la pratica Yoga (v.).
Dal
greco Samodrach, isola (178 Kmq.) della Grecia, ubicata nel
mare Tracico, nell'Egeo nord-orientale. Montuosa, culmina a 1700 m. nel monte Fengari, la
cima più elevata delle isole egee. Nell'età del ferro fu colonizzata dai Traci, che vi
lasciarono forti influssi nella lingua e nella cultura. In questo periodo si sviluppò il
culto imperniato intorno al santuario dei grandi dei. Accanto ad esso i Greci costruirono,
nel 700 a.C., la città di Palaeopolis. Celebre per l'antico culto dei Cabiri, fu poi sede
del culto degli dei di Eleusi (v.): Demetra, Core, Hades e Dionisio (v.). Verso la metà
del VI secolo a.C. furono avviati i lavori che conferirono al complesso dei modesti templi
esistenti un carattere monumentale. Dalla regina Arsinoe, verso il 281 a.C., fu dedicato
l'Arsinoeion, il più grande edificio circolare della Grecia. Era sormontato da tetto
piramidale, con tegole in terracotta, squamate, e con apertura che serviva a far uscire il
fumo dei sacrifici. Tra le importanti opere di scultura restituite dagli scavi, spicca la
Vittoria di S., dedicata forse dai Rodii dopo la pace di Apamea (185 a.C.), il più grande
capolavoro della scultura ellenistica.
Termine
sanscrito derivato da sam e sr, scorrere insieme, ovvero trasmigrazione.
Indica il concetto cardine di tutta la speculazione indiana strettamente connessa alla
nozione di karman (v.). Definisce l'ininterrotto ciclo delle morti e delle
rinascite cui lo spirito è soggetto per una dolorosa necessità cosmica individuale, alla
quale ci si sottrae soltanto attraverso la liberazione (moksa). Rappresenta il fine
a cui tendono tutte le pratiche yoghiche indiane. Il concetto di S. viene negato
unicamente dai materialisti (Carvaka), che però negano l'immortalità dello
spirito.
Inizialmente libro unico nella Bibbia dei settanta (v.), più tardi suddiviso in
due. Il contenuto comprende: vita di S., inizio del regno di Saul ed istituzione della
monarchia (1 Samuele 1-12); regno di Saul, incontro e dissidi tra Saul e Davide (1 Samuele
13-31); regno di Davide (2 Samuele). Scopo del libro è stabilire il significato
nazionale e religioso della monarchia per Israele. La sua composizione non è omogenea: vi
si ritrovano nuclei più antichi (X-IX secolo a.C.) ed altri più recenti (VII secolo
a.C.). La tradizione talmudica attribuisce comunque la maggior parte del libro a S. Sembra
preferibile pensare a tradizioni e cicli riferiti alle tre principali personalità del
libro: S., Saul e Davide. Lo stile vivace nella descrizione dei personaggi e delle loro
passioni, variato nei generi letterari (annalistica, discorsi, inni, oracoli,
lamentazioni) potrebbe suggerire che un unico redattore abbia dato al libro lattuale
struttura e forma linguistica (VII secolo a.C.), Importanti e noti per bellezza poetica e
significato religioso sono la preghiera di Anna (1 Samuele 2, 1-10), e la
lamentazione di Davide per la morte di Saul e Gionata (2 Samuele 1, 18-27).
Episodio della storia francese (24 agosto 1572), che ebbe come protagonisti la
regina di Francia, Caterina de Medici, vedova di Enrico II e madre del giovane re
Carlo IX, appoggiata da una parte dellalta nobiltà. Fallito lattentato
(22.8.1572) contro G. de Coligny, capo degli Ugonotti (v.), Caterina promosse
luccisione di tutti gli Ugonotti, convenuti a Parigi per tentare di rappacificarsi
con i cattolici. Lo sterminio, iniziato al segnale delle campane della chiesa di
Saint-Germain-lAuxerrois, si estese ad altre province francesi, e causò la morte di
oltre 50.000 Ugonotti.
Rappresenta il componente predominante del Nuovo Testamento, ed è considerato la
massima testimonianza della Rivelazione di Dio manifestatasi in Gesù Cristo. Pur
ammettendo che Giovanni Battista era venuto a spianare la strada a Cristo, San Giovanni
Evangelista ammonisce che non può essere stabilito alcun paragone tra questi due
personaggi, poiché mentre il primo battezzava con lacqua, il secondo impartiva il
Sacramento (v.) del Battesimo (v.) in spirito e Verità. La Libera Muratoria Universale
per Tradizione considera suoi Patroni entrambi i ss. Giovanni, ed avvia i suoi Lavori
rituali con lapertura del Libro della Sacra Legge (v.) esattamente sullinizio
di questo Vangelo, il cui testo in molte Logge viene letto ad alta voce dallex
Maestro Venerabile (R. Emulation) o dal Primo Sorvegliante (R. Simbolico), ovvero dal
Fratello che lha aperto: "In principio era il Verbo, e il Verbo era presso
Dio, e il verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo
di Lui, e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste".
San Michele Arcangelo: v Michele Arcangelo (San).
Espressione latina che significa Santo dei Santi, che indicò la parte criptica, la più segreta dei templi ebraici, in particolare del Tempio di Gerusalemme (v.), che era ritenuta dimora di Dio. Al tempo di Salomone (X secolo a.C.), vi era custodita nascosta da un velo lArca dellAlleanza (v.), una cassa di legno dacacia portatile sormontata da una placca doro, il propiziatorio, alle cui estremità vi erano due cherubini doro con le ali spiegate. LArca custodiva le tavole del Decalogo (Deuteronomio 10, 1-5). Ogni anno, nel giorno della festa dellEspiazione, celebrata il giorno 10 del mese di tishiri (settembre), vi entrava il solo sommo sacerdote con il sangue del sacrificio espiatorio. Rimase vuota dopo loccupazione di Gerusalemme da parte dellesercito babilonese guidato dal re Nabucodonosor (586 a.C.) che, secondo vari studiosi, avrebbe fatto distruggere lArca. La tradizione cristiana interpreta la lacerazione del velo alla morte di Cristo come la fine della separazione tra la dimora di Dio e gli uomini. Il giudaismo postbiblico interpreterà in questa stessa direzione la caduta definitiva del Tempio nel 70 d.C. (v. Tabot e Timkat). Termine storico-politico nato per indicare il movimento legittimista che si oppose alla Repubblica partenopea (1798-99), organizzandosi nellesercito della "Santa Fede". Il movimento si estese nel corso del XIX secolo a tutte le organizzazioni legittimistiche che, attraverso lideologia religiosa, raccoglievano ampie adesioni a livello di sottoproletariato, per poi servirsene in funzione reazionaria. Nella pubblicistica politica si parla tuttora genericamente di S., nel senso di reazione, con intenti anticlericali, ma senza precise allusioni al movimento storico da cui il termine è nato. Anche denominato Sankaracarya. Filosofo indiano (788-820), massimo rappresentante del Vedanta (v.). Sostiene un monismo idealistico assoluto (kevaladvaita, negazione assoluta della dualità). Le sue opere principali sono il commento al Brahmasutra, o Vedantasutra di Badarayana (II secolo d.C.) e la Gitabhasya, o commento alla Bhagavadgita. Antica lingua indoeuropea del gruppo indo-iranico, particolarmente simile allavestico. Lepoca dinizio del S. classico, succeduto al più antico vedico nella funzione di lingua di cultura dellIndia, risulta chiaramente fissato nelle opere dei grammatici, intorno al V secolo a.C., in opposizione agli idiomi correnti, essenzialmente dialettali. Il S. fu quindi la lingua letteraria indiana, usata solo dalle persone di cultura elevata.Sansimonismo: Movimento filosofico-politico, sviluppatosi in Francia dopo la morte di Claude H. de Saint-Simon (1780-1825), con lo scopo di attuarne le teorie economiche e sociali. Guidato in origine da Armand Bazard, B.P. Enfantin, Ph. Buchez, P. Leroux, E. Fournel ed altri, diffuse la propria dottrina attraverso vari periodici, quali Le producteur, Le Globe e soprattutto lopera Doctrine de Saint-Simon, redatta dal Bazard (1830). Propugnava un programma di rinnovamento politico e sociale da attuarsi attraverso il mantenimento della pace, labolizione della proprietà capitalistica e del diritto di proprietà, e listituzione di uno Stato possessore di tutte le ricchezze. Questo avrebbe dovuto distribuire il lavoro in considerazione delle attitudini e delle esigenze di ogni cittadino. Si proponeva di migliorare le condizioni dellumanità, specialmente delle classi più povere. La direzione di questa nuova società sarebbe spettata ad unaristocrazia di nuovo tipo, costituita da sapienti, artisti, industriali, e da quanti fossero capaci di produrre per il bene comune. Il movimento propugnava inoltre luguaglianza assoluta tra uomo e donna, labolizione del matrimonio e la modifica radicale dellistituto familiare. Il S., organizzato in famiglie, assunse laspetto di una chiesa con un ordinamento gerarchico avente a capo due padri, il Bazard e lEnfantin, e creò una propria liturgia ed una sua dogmatica. Scissosi in due correnti, facenti capo ai due padri, nel 1833 venne considerato un attentato alla pubblica morale, r sciolto con sentenza giudiziaria. Tra gli italiani che aderirono alle idee del S. vi furono Giuseppe Mazzini, Silvio Pellico, Niccolò Tommaseo e Carlo Cattaneo. La teoria base del S. è sintetizzata dallopera del suo ispiratore, Il Nuovo Cristianesimo, ove si legge: "Tutta la morale sarà dedotta da questo principio: gli uomini si debbono comportare come fratelli, gli uni verso gli altri, un principio che appartiene al cristianesimo primitivo e che subirà una trasfigurazione. Per suo merito sarà presentato come lo scopo attuale e necessario di tutti gli intenti religiosi. Questo principio rinnovato sarà così formulato: la religione deve dirigere la società verso il grande scopo del miglioramento più rapido possibile delle condizioni di vita delle classi più povere. Fondare il nuovo Cristianesimo e diventare capi della nuova Chiesa è compito degli uomini che maggiormente sono capaci di contribuire con i propri sforzi ad accrescere il benessere delle classi più povere. Al confronto di questo nuovo Cristianesimo, tutte le pretese religioni cristiane oggi professate non sono che eresie, perché nessuna tende veramente al rapido miglioramento di chi sta peggio, secondo linsegnamento originale del cristianesimo".
Agostino Aurelio (v.).
Santiago
de Compostela: Città della Spagna nord-occidentale, nella
Galizia, in provincia di La Coruna. Possiede un prospero mercato agricolo e del bestiame,
ed è sede di industrie alimentari, tessili, chimiche e delle calzature. La vita economica
di S. è tuttavia in buona misura funzione del cospicuo numero di turisti e pellegrini,
attratti dal suo prestigio religioso e culturale. La sua università risale al 1752, ed è
nota in tutto il mondo. Di origine romana, divenne celebre fin dal IX secolo come meta di
grandi pellegrinaggi al sepolcro dellapostolo Giacomo, dal quale trae origine
il nome Santiago. Tali pellegrinaggi erano organizzati sia dalle autorità
politiche che da quelle religiose, ed erano effettuati soprattutto a piedi. Solo ricchi e
nobili potevano permettersi mezzi di trasporto, come cavalli e carrozze. Fu anche
sfruttato il nolo del pellegrinaggio, consistente nellingaggio di terze persone che,
dietro equo compenso, simpegnavano ad affrontare i disagi del viaggio in nome e per
conto del fedele impossibilitato a compiere direttamente quellimpresa lunga e
rischiosa. Infatti le varie vie che portavano a S. vedevano purtroppo allopera
sfruttatori e rapinatori, per cui era necessario organizzare comitive che potessero
autodifendersi, o che noleggiassero la protezione di scorte armate. Molte vie vennero
tracciate ed organizzate dai Cavalieri dellOrdine del Tempio, che costruirono lungo
il percorso cittadelle, ostelli e castelli per fornire ai pellegrini ricovero, assistenza,
protezione, conforto ed anche cure mediche. Oggi il monumento più importante di S. è la
cattedrale (XI secolo) con un portale detto de las Platerias, ricco di sculture
romaniche di pregevole fattura, e con il Portico de la Gloria, con altre sculture
romaniche di Maestro Matteo (1188).