
diverse: la più antica è quella di San Girolamo (400 d.C.), mentre quella
ufficiale è di papa Pio V, avvalorata da una Bolla del 1558, anche se in seguito è stata
esclusa dal Breviario Romano. Nel ;Medioevo, con luso del patronato dei santi nelle
Arti, si rinvengono vari riferimenti ai Q.C.: per quanto riguarda lArte Massonica il
classico aggancio si trova alla pag. 363 del Poema Regius (1390 ca.). "Affinché
possiamo apprendere bene questi articoli e questi punti, tutti insieme come fecero questi
quattro santi martiri, che diedero grande onore a questarte, che furono così buoni
massoni come non ce ne saranno sulla terra". Nella ritualità massonica
speculativa, i Q.C. non compaiono mai esplicitamente. Tuttavia la loro immagine è stata
portata in auge fin dalla fondazione, nel 1884, della prestigiosa Loggia di ricerca Q.C.
di Londra, che tiene tuttora il suo festival annuale lotto di novembre. Sulla genesi
della leggenda, è opportuno ricordare che secondo Karl Demeter essa potrebbe riferirsi,
nella smarrita edizione originale, al martirio di alcuni seguaci del culto mitraico (v.),
provenienti dalla Pannonia, centro dei misteri mitraici del tardo Impero. La presenza dei
Q.C. nel patrimonio massonico costituisce dei modelli umani di realizzazione, e come tali
possono agevolmente essere assimilati alla simbologia antropica della Libera Muratoria.
Ognuno di loro rivela una virtù particolare, come fedeltà, purezza, perseveranza,
coraggio, illuminazione, ecc., e la trascrive nella carne e nel sangue, così accostandola
al mondo dellessere umano.
Termine con il quale viene definita la controversia, che dal 1861 oppose il Regno
dItalia ed il Vaticano, riguardo ai territori dello Stato della Chiesa annessi al
nuovo Stato italiano. La questione si inasprì allorché nel 1870, a compimento del
Risorgimento, le truppe italiane occuparono il Lazio ed infine la stessa Roma (v. Porta
Pia). Ogni ipotesi di accordo fu respinta da Pio IX e dai suoi successori, sino al 1929,
quando la Q. venne composta con la firma dei Patti Lateranensi (Concordato).
Quetzalcoal: Denominazione della più importante divinità mesoamericana. Nella mitologia tolteca ed azteca, Q. è una sorta di eroe e demiurgo che insegna agli uomini la scrittura, la lavorazione dei metalli e l’arte della coltivazione, specie del mais. Grande benefattore dell’umanità, era conosciuto soprattutto sotto il nome di Serpente Piumato, ed era il dio del cielo e del sole, dei venti e della stella del mattino. Promotore della civiltà ed educatore, venne spesso confuso con un omonimo sovrano tolteco del X secolo. Significativo ed affascinante il mito che lo riguarda: «Amato da tutti gli dei poiché buono e generoso, era per questo odiato dal fratello, Tezcatlipoca, detto lo Specchio Fumoso per un suo specchio in cui leggeva i pensieri altrui. Un giorno, mentre Q. dormiva, lo trasformò in uomo, inculcandogli bisogni e desideri umani. Al risveglio Q. fu assalito dalla vergogna per il suo aspetto, ma suo fratello gemello, Xolotl il coyote, lo aiutò mascherandolo da serpente color turchino, e dotandolo di un mantello di piume verdi, rosse e bianche. Fu da allora che Q. assunse il nome di Serpente Piumato. Il malvagio Tezcatlipoca, ancora insoddisfatto, fece bere al fratello una tazza di pulque, un liquore ricavato dall’agave, un allucinogeno che spinge a commettere turpi azioni. Q., ri presosi e rososi conto di quanto aveva fatto, volle darsi la morte. Si diede fuoco sulla riva del mare, e dalle sue ceneri presero forma i maestosi uccelli quetzal, dalla lunga coda e dalle penne verdi, rosse e bianche. Il suo spirito, accompagnato da quello del fratello Xolotl, scese nella terra dei morti dove risiedeva Mictlantecutli, padre degli dei e custode delle Ossa Preziose. I due fratelli ne volevano qualcuna, m il custode le negò, asserendo la sciagura che poteva scaturire dalla possibile rinascita di quei corpi, appartenuti a uomini uccisi dagli dei a causa della loro malvagità. Xolotl allora ne addentò uno, e fuggì col fratello, invano richiamati da Mictlantecutli. Giunti all’uscita della terra dei morti, ad un tratto l’osso, sfuggito alla bocca di Xolotl, cadde su un sasso rompendosi in due pezzi, uno grande ed uno piccolo. Q. li raccolse, e vi fece cadere alcune gocce del suo sangue. Xolotl vi aggiunse la sua magia e, qualche giorno dopo, da quelle ossa nacquero due bambini, un maschio ed una femmina. Essi erano la prima coppia della nuova stirpe umana. Q. insegnò loro a coltivare il mais, a fabbricare vasi e tessuti, a creare mosaici e lucidare la giada, nonché a studiare le stelle e calcolare i giorni dell’anno. Terminato il suo insegnamento, salì su una zattera trainata da serpenti e si allontanò nel mare., promettendo il suo futuro ritorno».
Enciclica promulgata il 9 novembre 1846, con la quale papa Pio IX riconfermò la scomunica alla Massoneria ed ai suoi adepti. Assioma ermetico riferito al segreto iniziatico. Esso significa: "Colui il quale scopre e rivela i segreti della Natura misteriosa cerca la morte". Secondo George von Welling (Goethe the Alchimist, di R.D. Gray), "Non è intenzione degli Alchimisti insegnare a fabbricare loro, ma qualche cosa di molto più nobile; cioè insegnare ad apprendere come la Natura possa essere vista e riconosciuta quale opera di Dio, e come Dio possa essere conosciuto attraverso la Natura". V. Alchimia, e Pietra filosofale. Termine che definisce la dottrina dellunione mistica, realizzata attraverso la pura contemplazione ed il totale abbandono della volontà in Dio, che attenua o sopprime ogni responsabilità morale. Una tendenza quietistica è rintracciabile in diversi contesti culturali e religiosi, dalla mistica buddhista allo stoicismo antico. Ma lesplicita teorizzazione della dottrina si ha soltanto nel XVII secolo, nellambito di alcune correnti della Chiesa cattolica influenzate dal protestantesimo. Si ricordano il Q. panteistico di Michele Molinos, condannato da Innocenzo XI nel 1687, ed il Q. più spiritualistico di Féndon, la cui dottrina dellamore puro e disinteressato venne condannata da Innocenzo XII nel 1699. Numero dellantagonismo e dellerotismo, compreso tra gli arcani dei Tarocchi sotto la raffigurazione del Diavolo. Denominazione della sostanza purissima, o etere, che anticamente, da Aristotele in poi, si riteneva costituisse i corpi celesti; veniva definita quinta poiché aggiuntiva ai quattro noti Elementi (v.) terrestri. Il termine venne poi adottato dai pitagorici, e nel linguaggio alchemico rappresenta il distillato purissimo di una sostanza. Di qui il termine prese a significare la caratteristica più specifica e pura di ogni cosa. Nel romanzo magico seicentesco Il Conte di Gabali, la Q. viene così definita: "Sperma che trattiene la Natura e lEssenza o la proprietà della Massa e del Limo della Terra, con la congiunzione del Macro, a guisa di Micro che è lUomo, così come lo Sperma, diversamente non deve essere riconosciuto se non quale prima lo concepì il Fattore, per poi trasferirlo nella Natura. La Massa da cui Dio formò lUomo e lo Sperma, da cui deriva qualsivoglia seme". Nome di una località ubicata sulla riva nordoccidentale del Mar Morto dove, a partire dal 1947, sono stati trovati innumerevoli reperti archeologici che documentano lesistenza di un insediamento comunitario ebraico. Oltre a moltissimi manoscritti, che rivestono grande importanza anche per lesegesi biblica, vennero portati alla luce i resti di numerosi edifici, ed il cimitero della comunità. Quasi certamente la comunità di Q. va identificata con gli Esseni (v.), di cui parlano le fonti antiche, molto probabilmente legata alla setta degli Zeloti (v.) ed alla tragedia di Masada (v.). Q. fu distrutta nel 68 d.C. dai romani. Alcuni studiosi pensano di poter individuare nel "gran numero di sacerdoti che aderiva alla fede" (Atti degli Apostoli 6, 7) i membri di questa particolare comunità giudaica. (v. Manoscritti del Mar Morto). Denominazione dellenciclica con la quale papa Leone XII riconfermò la piena validità della scomunica comminata ai Massoni.