Ordine Massonico: Con il termine Ordine è di norma identificato il livello istituzionale massonico di cui fanno parte tutte le Logge. Si tratta quindi delle corporazioni iniziatiche operanti nei primi tre gradi, da taluni definiti "azzurri". Per cui molti illustri studiosi massoni (v. Simbologia Azzurra, di Umberto Gorel Porciatti, Ediz. Atanor, 1968) la "Massoneria Azzurra" è fondamentale, basilare ed essenziale, in quanto su di essa si erge la complessa struttura muratoria, che comprende i Corpi Rituali, ovvero la Massoneria degli alti gradi. Nessuna Obbedienza o Comunione della Massoneria Universale regolare può ammettere l'appartenenza di un suo adepto ad un qualsivoglia rito se non è membro regolare, frequentante e quotizzante di una loggia "azzurra". Per Massoneria regolare s'intende l'Obbedienza che impone il pieno ed assoluto rispetto degli Antichi Doveri, definiti dalla Costituzioni di Anderson (v.) edite a Londra nel 1723. Tra tali doveri è compreso l'obbligo dell'uso rituale del Libro Sacro, sul quale vengono disposti la Squadra ed il Compasso (le tre Luci muratorie), nonché il rifiuto all'iniziazione delle donne. É opportuno sottolineare che i grembiuli di Loggia, in tutte le obbedienze del mondo, sono decorati in azzurro. Solo in poche Obbedienze mediterranee tali decorazioni sono di colore "rosso", eredità dell'influenza esercitata in passato dalla massoneria francese, che due secoli or sono aveva adottato tale colore proprio per distinguersi dalla massoneria inglese.
Ordine Reale di Scozia: Secondo G. Draffen of Newington, membro del governo del Corpo, The Royal
Order of Scotland sicuramente esisteva fin dal lontano 1730. Rappresenta un Corpo
parallelo alla Massoneria, in cui resta peraltro radicato, un sistema unico, in quanto non
ammette che una sola Gran Loggia per tutto il mondo. Raggruppa una quarantina di Grandi
Logge Provinciali, in gran parte fondate nel Commonwealth, ma anche in Olanda, Stati
Uniti, Sudafrica e Filippine. In origine la sola qualificazione definita dalle sue
Costituzioni era quella dessere Maestro Massone da almeno cinque anni. Attualmente
invece si richiede ai candidati il 32° Grado del R.S.A.A. oppure, per dispensa, il grado
di Cavaliere templare del Rito di York. LO.R.S. comprende due soli gradi: 1) Fratello
di Heredom di Kilwinning; 2) Cavaliere Rosa Croce. Ambedue vengono conferiti
nel corso della stessa cerimonia. Sotto il profilo filologico e spirituale, il termine Heredom
di Kilwinning idealmente ci riporta al XII secolo, al tempo del regno di Davide I, re
degli Scozzesi, quando si sarebbe originata la tradizione del Royal Order. Si tratta di un
grado cristiano propedeutico alla ricerca della Parola Perduta, il grado in cui il Massone
indossa una virtù specifica. Il centro di Kilwinning costituisce il cuore della
Scozia massonica, ed è la sede della più antica Loggia ancora operativa. Più complessa
è la definizione di Heredom, un termine misterioso cui massonicamente si ascrivono
quattro diverse valenze: a) quella di eredità templare, per cui sarebbe la deformazione
di heirdom, formata da "heir" (erede) e dal suffisso "dom"
(ambito in cui si estrinseca una certa qualità, come in Kingdom regno ed in
Freedom Libertà): Quindi Heredom significherebbe linfusione
della tradizione templare in quella dellO.R.S. A supporto di tale leggendaria
ascendenza si adduce la data di rifondazione dellO., il 1314, coincidente con
leclissi storica templare; b) quella di qualifica muratoria, per cui Heredom
sarebbe la deformazione di "harodim", temine ebraico che nellAntico
Testamento (Re 5, 15-16 e Cronache 11, 18) designa i capi degli operai del
Tempio di Salomone.
Al riguardo occorre ricordare che William Preston
fondò un Ordine di perfezionamento intitolato agli "Harodim"; c) quella
di casa o luogo santo: In tal caso Heredom viene ricondotto al greco "hieros"
(sacro) "domos" (casa), fenomenologicamente omologato alla "Casa
dello Spirito Santo" di memoria rosicruciana; d) quella di montagna sacra, per
cui Heredom sarebbe una vetta ubicata in Scozia (presente solo nella geografia
sacra), ai piedi della quale si sarebbero rifugiati i Cavalieri Templari sfuggiti alla
persecuzione francese, prima di fondare con il re Robert Bruce la Loggia Madre di
Kilwinning: Il simbolismo rivelato da questa versione è quello della montagna (v.),
ricorrente nella fenomenologia del sacro. La maggior parte del cerimoniale
dellO.R.S. è in versi, ed i tre principali Ufficiali sono situati alloriente,
a sud-ovest ed a nord-ovest del Tempio, formando così un triangolo. É stato assodato che
le prime Logge della Massoneria azzurra erano disposte così. Interessante notare che il
seggio situato al centro dellOriente viene mantenuto vuoto, essendo considerato
posto donore riservato al Re degli Scozzesi, ritenuto Gran Maestro ereditario. Se
storicamente tale simbolo rimanda allepoca in cui la Scozia era un regno autonomo,
esotericamente la sua valenza è molto più significativa, poiché conferma
limportanza del tema simbolico del "polo" nellambito di quella
comunità. Il seggio od il trono vuoti ma idealmente occupati da una figura carismatica
stanno infatti a significare lintronizzazione, ovvero lesaltazione di
quella presenza invisibile che, nominata od evocata in spirito, si stabilisce come
mediatrice tra il mondo umano e quello divino. Una pratica reperibile in molti punti della
storia delle religioni: così i Manichei, in occasione della "Bema", la
loro celebrazione liturgica che commemorava la passione e la morte del Signore Mani, si
rivolgevano al seggio vuoto su cui egli stava invisibilmente assiso. Tutti i membri
dellOrdine debbono essere cristiani e credere nella Santa Trinità. In occasione
dellammissione ogni membro dellOrdine riceve un soprannome caratterizzante le
sue qualità ed il suo carattere. Quando vengono scritti, in tali soprannomi le vocali
sono sostituite da punti. LO. non viene considerato un alto grado, dato che si
considera Massoneria completa: è contemporaneamente Capitolo e Gran Loggia, il che fa sì
che esso non potrebbe essere utilizzato come alto grado di un qualunque Rito Massonico
senza tradire la propria natura, la sua origine ed i suoi fini. LO.R.S. è forse il
più ambito fra tutti gli alti gradi scozzesi e del mondo. Secondo Jean Tourniac, "lOrdine
non è propriamente parlando un alto grado, in quanto esso rappresenta una Massoneria
completa ed un suo alto grado; è Capitolo e Gran Loggia insieme, il che lo esclude
dallimpiego come Alto Grado di un qualsiaisi Rito massonico, poiché ne
tradirebbe la natura, lorigine e le finalità".
Ordo Templi: Ordine religioso e militare ispirato da Bernardo da Chiaravalle fin dal 1113,
formalmente costituito nel 1118 da nove nobili cavalieri, che si erano presentati al Re
Baldovino II in Gerusalemme per ottenere lautorizzazione a formare il nuovo "Ordine
dei Poveri Cavalieri di Cristo". Il loro scopo dichiarato era la protezione dei
pellegrini lungo le strade che portavano alla Terra Santa. Ottenevano il consenso, ed
anche lassegnazione di una vasta ala dello stesso palazzo reale, costruita sui resti
della moschea di Omar e del Tempio di Erode. Quei cavalieri restavano racchiusi nella sede
loro assegnata per circa nove lunghi anni, dedicati esclusivamente a veri e propri scavi
archeologici, una campagna condotta soprattutto nelle fondamenta del tempio in cui
risiedevano. Secondo alcuni studiosi, essi avrebbero riportato alla luce un vero tesoro,
costituito da oro, argento e pietre preziose, con cui rimpinguavano anche le esauste casse
dell'Ordine cisterciense di Bernardo di Chiaravalle, ma soprattutto si avviavano a
costituire un vero impero finanziario, che li avrebbe imposti allattenzione
dellintero mondo occidentale e medio orientale. Avevano così formato la prima
ricchissima banca europea. Pare avessero anche ritrovato importantissimi documenti, tra
cui numerose testimonianze religiose relative allintero periodo biblico, fino al
momento in cui erano stati nascosti, secondo precise direttive impartite da Mosé stesso,
dalla comunità essena di Qumran (v.), che li custodiva gelosamente fino al 68 d.C., poco
prima cioè della conquista romana di Gerusalemme, culminata con la distruzione del Tempio
(70 d.C.). Il contenuto di tale documenti, di cui non esistono che pochi stralci giunti a
noi dagli archivi vaticani e grazie al rigido intervento di Napoleone Bonaparte che ne
aveva imposta la consegna, sono deducibili dalle copie rinvenute nel 1947 nelle grotte di
Qumran (v.). Si tratta dei famosi manoscritti detti "del Mar Morto" (v.),
le quattro copie occultate dagli Esseni (v.), insieme agli originali nascosti nel tempio
di Erode (v.). Prima di approfondire le molteplici significanze dei contenuti di quei
preziosi ed eloquenti documenti, occorre ancora notare che venivano alla luce anche
antichi piani architettonici, risalenti alla IV-V dinastia egizia, e portati in Israele al
tempo dellEsodo. Questi permettevano ai Templari, diventati cavalieri dellOrdine
del Tempio, di estendere la loro operatività alla costruzione di splendide
cattedrali, prima fra tutte quella di Chartres, orgoglio dellarchitettura gotica
medievale. La documentazione che doveva risultare più determinante per le sorti
dellO., doveva però essere quella religiosa. Superate notevoli difficoltà
incontrate per la loro lettura ed interpretazione, pare che i Templari (v.) si fossero
trovati a disporre di prove storicamente inconfutabili di portata immane: ¨ Gesù non era un dio, ma un comune mortale, dotato però di
cultura e carisma eccezionali; ¨ Gesù aveva un fratello, noto
come Giacomo il Giusto, eletto a suo successore quale capo della chiesa primitiva,
liturgicamente legata alla religione ebraica; ¨ Saulo di
Tarso, ovvero san Paolo, ideatore e vero creatore del Cristo, sarebbe stato un personaggio
ambiguo, che si era inventata una chiave ellenistica di interpretazione dei fatti
messianici, ben lontana dalla realtà, propagandola tanto tra i gentili da imporla su ogni
altra interpretazione; ¨ San Pietro, sostenuto da Paolo di
Tarso, aveva letteralmente usurpato leredità messianica, su cui era stato fondato
il potere spirituale (e poi temporale) della chiesa di Roma. Il possesso di tali
importanti informazioni non aveva comunque distolto i Cavalieri Templari dalla missione
che si erano impegnati a svolgere. Si erano rafforzati, erano diventati ormai migliaia,
osservavano una Regola monastica redatta per loro dallo stesso Bernardo di Chiaravalle
(basata sui perpetui voti di povertà, castità ed obbedienza secondo il Codex Iuris
Canonici del 488), avevano infine tracciato sicure vie di comunicazione, che
presidiavano anche grazie ad una flotta organizzata ed a Commende e Grange fortificate ed
auto sufficienti, dotate di castelli ed ospedali. Ovviamente, pur rispettando pienamente
il pontefice quale capo supremo dellOrdine, nonché la stessa religione cristiana
ufficiale, già il primo Gran Maestro, Hughes de Payns, aveva favorito ladozione di
rituali incorporanti lessenza delle nuove conoscenze acquisite. In particolare il
rituale di iniziazione dei neo Cavalieri comprendeva passaggi evocanti le scoperte fatte
nel Sancta Sanctorum del Tempio di Erode, e le essenzialità dei documenti religiosi
portati alla luce. Si trattava comunque di complementarietà, che potevano benissimo
convivere con la Regola dellO. Purtroppo le condizioni finanziarie del re Filippo IV
di Francia, detto il Bello, diventavano col tempo disastrose. Pesantemente indebitato con
lO., impossibilitato a saldare il debito contratto, vista la misera fine dei vari
tentativi perpetrati per assumere il controllo dellOrdine, al sovrano francese non
restava alternativa alleliminazione dello scomodo ed inopportuno creditore. Venuto
in qualche modo a conoscenza della componente "eretica" della ritualità
templare, egli escogitava, attraverso la calunnia, la provocazione della condanna formale
da parte della Chiesa, ovvero la scomunica e, naturalmente, la confisca dei beni.
Incontrava però la decisa opposizione di papa Bonifacio VIII, estremamente restio alla
soppressione di un Ordine cui non aveva alcunché da rimproverare. A re Filippo non
restava quindi alternativa possibile: doveva portare al più presto al soglio di Pietro un
pontefice nuovo, casalingo ed estremamente fidato. Ci riusciva mediante la soppressione,
in un breve lasso di tempo, di ben due diversi pontefici, ovvero dello stesso Bonifacio
VIII e del suo successore Benedetto XI. Con lelezione a papa del fido Bertrand de
Goth, vescovo di Bordeaux, che assumeva il nome di Clemente V, aveva finalmente successo
la sua strategia. Con il Concilio di Vienne del 1312 lOrdine veniva formalmente
scomunicato e disciolto, i beni confiscati, e ben 15.000 Cavalieri arrestati, soprattutto
in territorio francese. Il tribunale della Santa Inquisizione avviava subito la propria
intensa attività, sotto le direttive di Filippo IV e del sommo inquisitore, il domenicano
Guglielmo di Parigi, dottore in teologia e confessore del re. Il 19 marzo 1314 un rogo
parigino segnava
la fine definitiva di Jacques de Molay, ultimo Gran
Maestro dellO., giustiziato insieme ai Cavalieri visitatori Hughes de Payrand,
Goffredo de Conneville e Goffredo de Charney. La leggenda nata dalla presunta maledizione
lanciata prima della morte da Jacques de Molay contro i suoi due persecutori, non può che
suscitare perplessità, vista la pressoché immediata morte sia di Clemente V che di
Filippo IV, più che far pensare ad un improbabile intervento divino, fa credere ad un
ultimo ordine impartito ai cavalieri superstiti, Questi non erano certo pochi, molto
probabilmente qualche migliaia, ed erano presenti ad ogni livello. La poderosa flotta
templare ormeggiata a La Rochelle era misteriosamente scomparsa nel corso della notte
precedente lesecuzione dellordine di cattura e di sequestro. Ci sono tracce
evidenti sulla sua destinazione: il grosso di essa era approdata in Scozia, mentre una
parte più ridotta aveva seguito una rotta verso occidente, lungo il 42° parallelo,
diretta verso lancora sconosciuta Merica. Il contingente avventuratosi oltre oceano
aveva in seguito raggiunto il grosso della flotta. I Cavalieri superstiti avevano trovato
in Robert Bruce, re di Scozia con il nome di Roberto I, un appassionato protettore. Questi
li aveva infatti subito integrati nella Loggia massonica di Kilwinning, poi elevata
di grado e ribattezzata Gran Loggia Reale di Hérédom. Nel tardo XIV secolo i
Templari avevano edificato la suggestiva cappella di Rosslyn, lunica poi
risparmiata, e non certo casualmente, dal massone Cromwell, che aveva invece raso al suolo
tutte le chiese scozzesi. Essa è decorata con capitelli ed architravi raffiguranti, oltre
a vari simboli massonici, mappe di mais e foglie di aloe, vegetali di esclusiva origine
americana, quindi allora del tutto sconosciuti in Europa. Si era infatti ad oltre un
secolo prima dellimpresa di Cristoforo Colombo (1492). La cappella di Rosslyn
risulta essere la copia esatta del tempio di Gerusalemme, anche nelle fondamenta. Là,
sotto unenorme pietra, proprio al centro del pavimento, i sondaggi effettuati hanno
rivelato la presenza di una fitta rete di ampi cunicoli. Secondo la tradizione, di cui è
custode la nobile famiglia Sinclair (in origine Saint-Clair) da secoli proprietaria della
cappella, vi sarebbero custoditi quattro enormi bauli, contenenti buona parte del tesoro
dei Templari, ma soprattutto le documentazioni originali rinvenute nel tempio di Erode.
Quellenorme botola pare stia per essere rimossa, ed i sotterranei dovrebbero
rivelare il segreto custodito da cinque secoli, anche se è prevedibile unestrema
riservatezza nella rivelazione di quanto rinvenuto. La fantasia umana si è ripetutamente
scatenata su questo mitico Ordine. Gli stessi Massoni vantano genericamente il possesso
della sua tradizione. Hanno anche ideato ordini e gradi che definiscono di stretta
discendenza templare. L'analisi accurata della storia della Libera Muratoria conferma la
piena validità di tale asserzione, vista però in chiave simbolica di cavalleria di pura
natura spirituale. Tra le varie strutture massoniche oggi esistenti, lunica che
forse possa considerarsi erede dellO. pare essere il Gran Priorato di Scozia (v.),
con sede in Edimburgo. Anche il Rito di York conferisce i gradi di cavaliere di Malta e
del Tempio, quali massimi gradi della sua istituzione. Il rituale è coinvolgente, a volte
drammatico, facendo trapelare un aspetto del tutto nuovo della figura messianica e del
significato della croce. Il 30° grado, dei Cavalieri Kadosch, conferito sia dal Rito
Scozzese Antico ed Accettato che dal Rito di Memphis e Misraim, è di chiara ispirazione
templare. Non vi sono però contenuti rituali particolari, che possano far pensare ad
interpretazioni diverse o dissacranti su quelle che si è usi definire verità dogmatiche
della fede cattolica.
Origini della Libera Muratoria:
É da ritenere perlomeno improbabile che lattuale sistema massonico abbia alcunché da spartire con la costruzione del Tempio di Salomone. Quel monumento architettonico é stato infatti adottato dalla Massoneria quale puro simbolo, e quindi tutti i riferimenti ad esso non possono che essere unicamente simbolici. Occorre ricordare che scopo della Massoneria non é certo linsegnamento della storia, ma la ricerca di verità morali. Nessuno sa esattamente quando e come essa abbia avuto origine, non essendovi al riguardo alcuna vera prova dimostrativa. È invece certo che molti grandi personaggi hanno contribuito alla sua diffusione, alla sua crescita ed al suo sviluppo. Indubbiamente il Creatore ispirò luomo a ricercare lassociazione con i suoi simili, e questo ha largamente contribuito allorigine della Libera Muratoria. Oltre allelementare necessità di costruire un riparo contro linclemenza del tempo, nacque larte delle costruzioni od architettura, da cui hanno tratto origine tecniche e materiali con cui la Muratoria é stata sviluppata. In varie parti della terra sono state rinvenute rovine di edifici colossali, eretti nel tempo da società umane costituitesi per la realizzazione di grandi piani. Nel Medioevo erano diffusi vari gruppi di costruttori operativi, itineranti attraverso il continente europeo ed ingaggiati da mecenati, per la costruzione soprattutto di imponenti cattedrali. Tra questi costruttori la Muratoria assunse forma di confraternita che, attraverso un lungo e laborioso processo di sviluppo, ha dato origine alla moderna Libera Muratoria. Esiste infatti unampia serie di prove attestanti che lattuale sistema della Massoneria speculativa ebbe origine dalle antiche regole operative di quei Muratori itineranti. Queste associazioni si mantennero forti e vitali fino agli albori del XVII secolo, allorché furono confrontate con crisi di sopravvivenza dovute alla scarsa richiesta di grandi costruzioni. Fu nel lontano 1717 che essi mutarono le loro regole, onde consentire lammissione di uomini di diverse estrazioni, professioni e ceto sociale. Da qui nacque lattuale sistema di Massoneria filosofica e speculativa, che tuttora sfrutta materiali, attrezzi e metodi operativi trasformati in un complesso di simboli ed allegorie rituali. Denominazione dellobiettivo alchemico fondamentale della Grande Opera (v.), od Opera dei Saggi (v.). Simboleggia la perfezione che ogni essere umano può realizzare individualmente, trasmutando il male in Bene dopo aver illuminato la propria coscienza. Secondo il Wirth, "Nel linguaggio ermetico lO. è il Fuoco di Mercurio, ovvero la virtù ignea racchiusa nellumido radicale, al quale ha trasmesso la natura fissa dello Zolfo da cui è emanato. Perciò lo Zolfo dei Filosofi viene chiamato Mercurio, poiché la sua sostanza è mercuriale". Interessante è lesame della definizione che ne da lo Zolla, nella sua Conoscenza religiosa, n. 2, Ediz. La Nuova Italia del 1974: "I metalli sono oro imperfetto, che loro spirituale e vivificante commuta in oro zecchino, come lo spirito puro del medicamento veleno commuta in salute la malattia. I corpi umani vengono guariti dal principio stesso che li ha sconvolti, come i metalli lebbrosi sono emendati dal principio che ha accostato in loro in modo imperfetto il mercurio allo zolfo. Loro comune è come un corpo umano imbalsamato, dal quale si è allontanato lo spirito soddisfatto allorché la sua opera è interamente compiuta. Limbalsamazione egiziana volle che tutti lasciassero dietro di sé, morendo, la crisalide incorrotta, profumata, stillante manna, che morendo lascia dietro di sé il santo. Se loro rappresenta metallicamente il corpo attuato, resta tuttavia una salma, finché lAlchimia non la faccia risorgere. Così la mummia del santo deve essere nuovamente pervasa dallo spirito nel ciclo della resurrezione. Alloro, come alla salma incorrotta, manca lo spirito che li ha plasmati e retti fino al traguardo. Ma da entrambi si ricavano preziose reliquie di quello spirito. Dalloro si ottengono sali che rianimano i tessuti dalle emanazioni umide, fredde, corrosive della tisi e del lupus, dei morbi antisolari e, a quel che dice Paracelso (v.), della stessa lebbra; in diluizione omeopatica, loro vince certe complessioni demonopatiche, in cui il disgusto della vita spinge al suicidio, e linquietudine melanconica, sensitiva e dolorosa porta alla congestione". Termine derivato dal greco ordoz, retto, e doxa, opinione. Indica la retta opinione che devessere seguita nella pratica di una dottrina filosofica o morale. Tale termine viene usato negli scritti dei teologi e degli scrittori cristiani, a partire dal IV secolo, ed è collegato al concetto di dogma (v.), indicando laccettazione totale, senza riserve, di determinati principi per tradizione, rivelazione o successione apostolica. La definizione dellO. è lo scopo di tutte le controversie teologiche dei primi secoli della Chiesa, e trova nei Concili ecumenici il luogo di risoluzione. Il termine è però successivamente entrato nelluso comune ad indicare ogni tipo di fedeltà teorica ad una determinata concezione filosofica, ideologica ed anche politica. Si parla così di psicoanalisi O. e non O., come di un marxismo O. (leninismo) e non O., ecc. Voce ebraica che sta ad indicare acclamazione e preghiera (Salmo CXVII, 25), ed in tal senso la folla di Gerusalemme la rivolse a Gesù quando questi entrò in città la domenica delle Palme. Mentre nella liturgia giudaica lO. viene ripetuto durante la festa dei Tabernacoli, in quella cristiana è innalzato, oltre che per commemorare la domenica delle Palme, durante il Sanctus della messa. LO. viene usato anche al di fuori della liturgia, come grido di esultanza.
Osho:
Soprannome
adottato dal guru Rajneesh che, secondo l’epigrafe da lui stesso dettata per
il suo samadhi, è «Mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra dall'11
dicembre 1931 al 19 gennaio 1990». A Poona, in India, resta fiorente la
comunità sorta ispirandosi alla sua visione di un Uomo Nuovo: a migliaia, da
ogni parte del mondo, le persone la visitano ogni anno, per immergersi in un
contesto di salute globale che renderebbe chiaro il senso di un nuovo stile di
vita, fondato sull'armonia, la pace e la quiete interiore. In questo contesto
sarebbe possibile sperimentare tangibilmente la meditazione: un tornare a casa,
dentro di sé, là dove sono le radici dell'esistenza, dunque il luogo da cui si
trae primariamente la linfa vitale che permette di vivere, e non solo di
trascinarsi in un lento ed estenuante viaggio di sopravvivenza. É in questa
immersione che i più toccati dalla visione di questo Maestro trovano la
soluzione all'enigma che da sempre accompagna la presenza degli illuminati sulla
Terra, e dunque anche la vita di O. Egli sosteneva: «Non
sono un predicatore. Non desidero fare prediche o tenere lezioni. Non ho
l'ambizione di instillare i miei pensieri nella mente altrui. Tutti i pensieri
sono futili. ricoprono simili a granelli di polvere, ma poi si ricomincia a
sembrare ciò che non si è. Vi sembra di conoscere ciò che non conoscete
affatto. questo è un processo suicida. L'ignoranza non scompare con i pensieri,
viene solo rivestita. Per risvegliare la conoscenza, occorre conoscere
l'ignoranza nella sua pura e semplice nudità. Pertanto, non ammantatevi con gli
abiti del pensiero. Spogliatevi di ogni indumento e di ogni copertura, sì da
prendere familiarità con la nudità ed il vuoto. Questa familiarità diverrà
un ponte che vi guiderà oltre l'ignoranza. Il doloroso tentativo di comprendere
l'ignoranza è di per sé l'inizio della rivoluzione. Pertanto, io desidero
mettervi a nudo, non rivestirvi. Osservate: quanto vi siete nascosti dietro fedi
cieche, concetti e illusioni? E pensate di essere ben protetti da queste misure
di sicurezza? Questa non è sicurezza, ma autoinganno. Io desidero spezzare
questo vostro sonno. Solo la verità, e non il sogno, è sicurezza. Se riuscite
a farvi coraggio e ad abbandonare i sogni, conseguirete la verità. Per
conseguire il vero, dovete semplicemente staccarvi dai sogni. Dovete rompere il
sonno dell'inconscio, con i suoi pensieri, sogni e proiezioni mentali. Dovete
svegliarvi rispetto a ciò che viene visto, per mettere a fuoco colui che vede. Solo
colui che vede è la verità; se riuscite a coglierlo, avrete realizzato la
vita. Così ho parlato a qualcuno. Ascoltandomi, si è messo a riflettere, e io
gli ho detto: Così sei assorbito dai
pensieri. Ma quello è proprio il sonno dal quale ho tanta fretta di svegliarti».
Secondo il Dalai Lama (v.), «O. apre le
porte su noi stessi». Su di lui G.
Ponce, ambasciatore del Cile in Giappone, disse che «intendeva usare tutta la propria influenza e credibilità per dire al
mondo che O. era un leader spirituale di statura mondiale, e che era stato
ingiustamente perseguitato e diffamato. Il suo carisma e la sua saggezza erano
immensi: egli era l'uomo più ricco di verità e di eloquenza che avesse mai
ascoltato, ed era felice di averlo incontrato». Questo insolito guru non è
stato uno dei consueti leader spirituali seri e composti che chiedono ai propri
seguaci di rinunciare a tutti i piaceri del mondo od alle cose mondane, quale
prerequisito per trovare la pace interiore. Al contrario, O. affermava che ogni
cosa è accessibile, e con facilità, a chiunque voglia veramente vedere. Molti
critici di religione sostengono che O. sia il prezioso anello di collegamento
con i mistici del passato, quali Socrate, Lao Tzé, Mahavira e lo stesso Buddha.
Nella sua visione, nascita e morte sono due facce della stessa medaglia. O.
aveva un grande senso dell'umorismo: usava spesso battute di spirito e
barzellette per illustrare il proprio pensiero. Egli non si lasciò mai ferire
quando la stessa ironia veniva diretta contro di lui, una dote molto rara fra i
leader spirituali. Ma sotto quell'apparente leggerezza, e dietro la facciata
dello spettacolo, esisteva in lui un'attitudine che le istituzioni hanno
riconosciuto per istinto, e che non hanno mai amato. O. era un anarchico che prendeva in giro il presidente degli USA, la regina
Elisabetta II, le religioni organizzate, i leader nazionali che gli avevano
sbattuto la porta in faccia, l'ufficio delle tasse, il governo del suo paese,
gli accademici ed i mass media. I suoi seguaci sostengono che la sua famosa
collezione di Rolls Royce fosse straordinaria, dandogli un posto nel Guinness dei Primati. Naturalmente Osho sapeva che questo spettacolo
delle Rolls avrebbe fatto di lui la caricatura di un guru. Il fatto però che
abbia comunque recitato quella scena, dimostra la sua grandezza. In sintesi, O.
avrebbe liberato la filosofia dal linguaggio dell'ipocrisia e dalla presunzione
mistica degli hindu, che espulse dalla
porta senza porta che contraddistinse
il suo ashram, insieme alle vecchie
formule di preghiera, legando i suoi discepoli al nuovo sentiero da lui stesso
creato: «Trova Dio tra una risata e
l'altra».
Osiride: Dio della vegetazione dell'antico
Egitto. Figlio di Geb e di Nut, sposò la sorella Iside (v.).
Insegnò agli uomini l'arte e l'agricoltura. Il fratello Seth (il latino Tritone),
sposo della sorella Nefti, spinto dalla gelosia per il potere conseguito da O., con
l'inganno lo rinchiuse in un cofano e lo gettò nel Nilo. Iside riuscì però a ritrovare
il corpo dello sposo. In seguito lo stesso Seth lo catturò nuovamente e lo uccise,
tagliandone poi il corpo in quattordici pezzi che disperse in varie località dell'Egitto.
Iside, aiutata dalla sorella Nefti, riuscì a recuperare tutti i pezzi dello sposo, tranne
il membro virile; quindi, sfruttando le arti magiche in cui era maestra, ricompose e
ridiede vita al corpo di O., dal quale ebbe un figlio, Horus. Questi vendicherà il
padre uccidendo Seth, riuscendo poi ad ottenere dal consesso degli dei l'eredità paterna.
Secondo i "Testi delle Piramidi", O. morto e risorto a nuova vita per
regnare nell'oltretomba, divenne una divinità funeraria, ed il suo culto si diffuse in
tutto l'Egitto. Nella sua qualità di giudice dei morti, è a capo delle quarantadue
divinità preposte a giudicare ogni defunto. Nel "Libro dei morti", un
testo sacro riportato in un lungo papiro avvolto intorno ad ogni corpo mummificato di un
certo rango, testo che secondo il rituale ogni defunto doveva recitare una volta al giorno
in onore di O., era scritto: "Salute a te, o grande Dio, signore delle due
giustizie. Sono venuto a te, mio signore, sono stato portato ad ammirare il tuo splendore.
Io ti conosco, conosco il tuo nome e quello dei quarantadue dei che sono con te nella sala
delle due giustizie, Io sono venuto a te, ti ho portato la giustizia, ho scacciato la
frode. Non ho fatto alcun male agli uomini, né ho maltrattato gli animali. Nel tempio non
ho commesso peccato, non ho conosciuto ciò che è vietato, non ho bestemmiato contro gli
dei. Non ho usato violenza contro il povero, non ho commesso quanto gli dei aborriscono.
Non ho diffamato lo schiavo dinanzi al suo padrone, non ho fatto ammalare né ho fatto
piangere alcuno. Non ho ucciso, non ho dato ordine di uccidere, non ho fatto
soffrire alcuno. Non ho rubato gli averi dei templi, non ho danneggiato il cibo degli dei.
Non ho alterato le misure del grano, non ho aggiunto peso alla bilancia. Non ho preso il
latte dalla bocca dei bambini. Non ho allontanato il bestiame dal suo pascolo. Non ho
cacciato gli uccelli consacrati agli dei, né ho pescato nei loro vivai. Non ho fermato
l'acqua nella sua stagione, né ho costruito dighe contro l'acqua corrente. Non ho estinto
un fuoco che doveva restare acceso. Non ho trascurato le offerte agli dei. Non ho rubato
il loro bestiame. Grande dio O., io sono puro!". Il dio O. viene rappresentato
mummiforme, con in capo la corona dell'Alto Egitto fiancheggiata da due lunghe piume di
struzzo, con il pastorale ed il flagello nelle mani incrociate sul petto. Un'immagine poi
adottata per tutte le raffigurazioni dei Faraoni. Il volto di O. è generalmente dipinto
di verde, a rappresentazione della vita che rinasce. Simbolo della rinascita vegetale è
invece il suo corpo disteso, da cui spuntano ventotto spighe di grano. Il culto tardo di
O. si sviluppò sotto forma di misteri, espandendosi al di là delle frontiere
egizie, fino all'impero romano. Y (Massoneria) Nei Rituali
dei gradi simbolici del Rito di Memphis e Misraim editi a cura di Francesco Brunelli
dalla Bastogi, 1981, sono riportate le parole che il Venerabilissimo rivolge al neo
Maestro in chiusura della Cerimonia, condotta secondo il rito di O.:"Fratello, voi
siete entrato in questo Tempio che è la camera di Mezzo della Piramide, aspirando a
diventare O., e per ottenere questa grazia avete recitato la "confessione
negativa" ben sapendo che essa era soltanto simbolica; confessione che ogni morto
recita quando giunge nel regno delle tenebre, e si presenta al tribunale di O. per
identificarsi in lui se la sua vita è stata pura. Cioè se i suoi precedenti massonici
nei gradi di Apprendista e di Compagno furono consoni allo spirito massonico. Ed è questa
la magia contenuta nel simbolismo di questa confessione. Ecco, con il rituale magico che
avete vissuto, simbolicamente lungo i punti essenziali del mito di O., siete anche voi
stesso diventato O., e ne assumete tutte le responsabilità perché, come Maestro dei
vostri Compagni e dei vostri Apprendisti, sarete per loro guida e luce, traendoli dalle
tenebre della vita profana. E quando inizierete qualcuno, sarete voi il tribunale di O.
che giudicherà per ricevere quel nuovo virgulto che, a suo tempo, potrà a sua volta
diventare O. Se l'importanza, la forza e la potenza che state per ricevere, e che sarà al
suo massimo quando potrete sedere sul trono che rappresenta la vedova Iside, e che solo,
in quanto tale, potrà permettervi di spargere il seme fecondo dell'iniziazione. Se tali
responsabilità non vi rendono superbo, se le rinunce, il sacrificio, l'equità di
giudizio che vi attenderanno in contro partita, non vi spaventano, se vi sentite d'essere
veramente O., e cioè colui che da luce ma che vive anche nelle tenebre, dominandole,
fonte della prima e padrona delle seconde, se avrete compreso tutto ciò, siamo pronti a
ricevervi nella Camera di Mezzo della Piramide".
Ossa:
Convenzionalmente le O., particolarmente quelle del cranio sovrastanti due tibie incrociate, sono considerate simbolo della morte, oltre che emblema della pirateria da corsa (Union Jack). La massoneria le usa soprattutto come simbolo della morte del profano, che rinascerà ad una nuova vita spirituale attraverso il rito dellIniziazione (v.), trasmutandosi alchemicamente da piombo in oro. È presente nel gabinetto di Riflessione (v.). Sia il semplice Teschio che la Clessidra usano la stessa simbologia. (Massoneria) L'osservare, l'apprendere e il saper valutare sono tre passaggi obbligati per qualsiasi ricercatore. I tre verbi riassumono il processo conoscitivo. Il ricercatore dell'interiorità non deve però fermarsi all'esteriorità di tali passaggi, ma deve cercare di penetrarne il significato più profondo, che viene proposto in una forma più implicita e sottile, ed è perciò più difficile da cogliere. Innanzi tutto dovrebbe prendere coscienza della forza vitale che si accompagna a tali azioni. Come per la conoscenza, dovremmo domandarci perché si è mossi dal desiderio, talvolta chiamata curiosità, di osservare, apprendere e valutare. Si dovrebbe anche cercare di comprendere l'importanza del passaggio dalla conoscenza alla coscienza, che può arrivare al termine del processo conoscitivo. Opportuno sarebbe anche riflettere sul fatto che una raggiunta coscienza in ogni caso produce in noi una forma, che non può mai rimanere completamente rinchiusa e tenuta segreta in noi stessi. Il ricercatore interiore deve perciò imparare a percepire la responsabilità intrinseca nell'atto del conoscere secondo coscienza. Una tale responsabilità coinvolge noi ma anche gli altri. Denominazione abbreviata dellOrdo Templi Orientis (v.), organizzazione dichiarata massonica, nata nel 1895 per iniziativa dellindustriale austriaco Carl Kellner (1851-1905). Alcuni rituali di Reuss, antichi e profondamente massonici, sono rimasti in uso in Svizzera sino ai nostri giorni, sebbene gli svizzeri non abbiano mai praticato alcun rituale Reussiano superiore al Terzo Grado; altre iniziazioni saltavano direttamente al IX° (è dubbio se qualche gruppo O.T.O. crowleyano possedesse prima del 1973 rituali iniziatici superiore al III grado, quando furono pubblicati da Francis King nel suo "The Secret Rituals of the O.T.O." (Rituali segreti dell'O.T.O., Londra 1973). Dopo la morte di Germer, che significò la scomparsa della persona che possedeva il controllo thelemico, Metzger fuse il proprio Ordine degli Illuminati con l'O.T.O. di Crowley, adesso nuovamente attivo secondo le direttive di Reuss. In Svizzera, per quanto se ne sa, non vengono praticati rituali all'infuori dalla Messa Gnostica di Crowley (ma questo regolarmente, fin dai primi anni 50). Metzger diffuse il Thelema soltanto allo scopo di ingraziarsi Germer, che lo considerava suo unico successore, come scrisse in una lettera e confermato dalla vedova di Germer (Materialien zum O.T.O., Monaco 1994). Metzger rinunciò totalmente ad ogni specie di magia sessuale. Sebbene egli sia morto nel 1990 ed i criteri di accesso siano motto severi (in contrasto con quelli del Califfato) questo O.T.O., generalmente noto come Ordine degli Illuminati, è tuttora assai prospero. Ordine massonico derivato dall'O.T.O. crowleyano, costituito nel 1973 da Francis King Motta. I suoi membri erano selezionati secondo i criteri dell'Astrum Argenteum (discepoli eletti che avevano imparato a memoria parte del materiale crowleyano), piuttosto che secondo il precetto "La Legge è per Tutti" come si usava. Dopo la pubblicazione dei rituali di iniziazione O.T.O. crowleyani (1973), Motta cominciò a creare i propri, poiché ne temeva la dissacrazione. Il gruppo che dal 1977 in poi fu chiamato "Califfato", si diffuse moderatamente negli Stati Uniti e in Brasile Questo S.O.T.O. non fu mai costituito da più che una manciata di membri. Leffettivo numero dei discepoli eletti poteva essere di circa sei, ma non ci sono certezze al riguardo. La Loggia S.O.T.O. brasiliana aveva apparentemente trenta membri, secondo quanto riportato in un verbale di tribunale "McMurtry et alii versus Motta", California 16.5.1985. Denominazione abbreviata dellOrdo Templi Orientis (v.), organizzazione dichiarata massonica, nata nel 1895 per iniziativa dellindustriale austriaco Carl Kellner (1851-1905). Denominazione di una branca indipendente dellO.T.O. (v.) francese di origine reussiana, costituita nel 1921 ed estesa a sedici gradi. Nel tempo l'O.T.O.A., ovvero lOrdo Templi Orientis Antiqua, ha assorbito diverse successioni gnostiche, una linea del Rito di Memphis e Misraim, consacrazioni episcopali, nonché l'undicesimo Grado della magia omosessuale. Attualmente, il suo più importante esponente e potente punto di riferimento è l'americano Michael Paul Bertiaux (nato nel 1935), già teosofista ed associato con lo spiritualista Henry Smith. Il sistema di Bertiaux funziona esclusivamente su un livello magico, non massonico, e la magia sessuale è considerata quale importante punto focale di questa organizzazione orientata verso il vudù o Wodoo. In massoneria è il simbolo della resurrezione e della vita eterna, in contrapposizione allesagono che è simbolo della Morte e della putrefazione. Interessante rilevare come le fonti battesimali, e spesso anche le strutture degli stessi battisteri, abbiano forma ottagonale; quando è invece rotonda, quasi sempre è retta da otto colonnine o pilastri. Analogo significato simbolico viene attribuito alla stella ad otto punte, ricavata per sovrapposizione di due quadrati, che costituisce lemblema solare della comunità esoterica dello pseudostato di Damanhur (v.), ubicato nella Valchiusella (Canavese, Piemonte).Otto:
Numero ricco di simbologia: definisce le braccia di Visnù, i Guardiani dello spazio, le forma di Shiva, i petali del loto, fiore simbolo della purezza, il numero del Nuovo Testamento. Secondo il Pike (Morals and Dogna, v.), "il numero O. è composto dai numeri sacri 3 e 5, è logdoado, primo cubo di un numero pari, sacro nella filosofia pitagorica. Logdoado degli Gnostici aveva O. stelle, rappresentanti le O. Cabirie di Samotracia, gli O. principi fenici ed egizi, gli O. di Senocrate, gli O. angoli del cubo. LO. simboleggia la perfezione, ed il suo simbolo rappresenta il perpetuo e regolare corso dellUniverso. È anche il simbolo della solidità e della creazione.